Agriturismo a Cogne in Valle d'Aosta - La Ferme du Grand Paradis | Azienda Agricola a Cogne in Valle d'Aosta - Produzione fontina valdostana Dop
Azienda Agricola La Ferme du Grand Paradis a Cogne in Valle d'Aosta - Produzione fontina valdostana Dop, tome, formaggio aromatizzato, crottin al pepe rosa, fontina d’alpeggio, formaggi di capra. Durante l’estate i recinti esterni dell’azienda ospitano suini, galline, faraone e tacchini.
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Nel 2003 si e’ finalmente realizzato il nostro sogno: costruire una fattoria tutta nostra dove poter dar sfogo alla comune passione per la vita nella natura e vicino agli animali.

 

Abbiamo così riaperto i battenti della stalla del nonno Luciano Perret (Cién), cominciando a riempirla di animali, apportando le dovute modifiche strutturali e gestionali e mettendo in linea diverse produzioni casearie….e’ nata La Ferme du Grand Paradis!

La Ferme nasce come Azienda Agricola con indirizzo zootecnico e diventa in breve tempo una moderna realta’ agricola di montagna.

 

Fin da subito abbiamo attrezzato un caseificio, dove produciamo quotidianamente con metodo artigianale formaggi freschi e stagionati, yogurt e burro. Nel 2004 abbiamo aperto il punto vendita aziendale, dove si può trovare anche la Fontina DOP.

 

Per venire incontro alle richieste dei nostri clienti, ospitiamo nella nostra stalla ora anche una ventina di capre per produrre ottimi formaggi, creme e ricotte che negli anni si sono aggiudicati premi e riconoscimenti anche fuori Valle.

Nel 2014 siamo stati i primi classificati al concorso regionale per le tome e per un tipo di formaggio aromatizzato (pomodoro, sesamo e papavero), nel 2013 per il crottin al pepe rosa, nel 2012 per la fontina d’alpeggio (AREV) e di nuovo per il crottin al pepe rosa, nel 2009 per i formaggi di capra (premio Onaf – Milano), per ricordarne alcuni.

Che soddisfazione dopo tanta fatica!

Durante l’estate i recinti esterni dell’azienda ospitano suini, galline, faraone e tacchini.

 

Un piccolo orto di montagna al momento offre coste, insalata, porri, cipolle, sedano, carote e patate. Nel 2014 abbiamo impiantato un lamponeto e 2 nuovi campi di patate.

 

Vivere in alta montagna e’ difficile e ancora più difficile e’ viverci tutto l’anno, tutto diventa una sfida!
Una sfida quotidiana fatta di impegno, fatica (tanta) e tanta, tantissima passione.

Gli animali.

 Fin da subito abbiamo modificato la struttura della stalla per poter ospitare, oltre alle mucche, anche le capre e nel corso degli anni abbiamo introdotto pecore, maiali, conigli ed animali di bassa corte.

 

In azienda si trovano oggi una ventina di capre camosciate e qualche capra di razza valdostana: le prime sono ottime per la produzione di latte e molto docili, le seconde sono sicuramente meno produttive, ma più rustiche e adatte ai nostri pascoli estivi.

 

Vi sono inoltre 16 vacche in rappresentanza delle tre razze autoctone della Valle d’Aosta: la Pezzata Rossa tipica razza da latte dell’arco alpino in grado di trasformare il foraggio in prezioso latte; la Pezzata Nera e la Castana razze meno produttive, ma più muscolose e votate al combattimento.

 

Tutti gli anni le nostre bovine inoltre partecipano alle Batailles des Reines, manifestazioni in cui le mucche si affrontano in modo non cruento per ottenere la dominanza sul gruppo.

 

Articolo pubblicato in “Emozioni in Valle d’Aosta”

Che cosa sono le Batailles des Reines? Due bovine dal notevole peso che spingono e che con le corna danno vita a schermaglie; la perdente scappa, mentre la vincente rimane sul posto o insegue la fuggitiva. Attorno gli spettatori osservano ed applaudono. Alla fine del pomeriggio le regina vince un campano ed un bosquet. Questa potrebbe essere una fredda e sintetica risposta alla domanda iniziale; si tratta pero’ di una descrizione superficiale, ben lontana dalla vera essenza, dal senso profondo di questa tradizione. Se vogliamo capire veramente cosa si cela dietro a due mucche che combattono, dobbiamo saper leggere e interpretare alcuni simboli delle Batailles, in modo da scoprire le particolarita’ del mondo dell’allevamento valdostano.

Prendiamo ad esempio le mani del proprietario che accompagna la sua bovina in campo: le dita stringono una cavezza, una corda che rappresenta il legame tra uomo ed animale. L’allevatore segue, partecipa a tutte le tappe fondamentali della vita della sua regina: l’ha coccolata quando era vitella, l’ha curata quando era ammalata, l’ha assistita al momento del parto. Ogni mattina la nutre, la spazzola; l’animali risponde con riconoscenza, attraverso il suo linguaggio fatto di sguardi. Il piu’ giovane pastore o l’allevatore piu’ anziano ha una regina del cuore che ha segnato la sua vita, una bovina che, per lo meno nei suoi sogni (se non per davvero) porta un bosquet. E’ un comunissimo ramo d’abete, decorato con fiori e nastri rossi, ed uno specchio. Una corona semplice e modesta ma ricca di simboli. Il rosso e’ sinonimo di forza, di energia, lo specchio e’ un talismano contro gli spiriti maligni.

La regina della mandria, che in autunno scende dalla montagna con il bosquet appeso al collo, protegge quindi con questa sua corona magica l’intero corteo che la segue: la reina e’ la guida, fiera, coraggiosa e soprattutto leale. Accanto al bosquet troviamo il campano, simbolo di bellezza: la mucca col suo bel campano e’ uno spettacolo impagabile agli occhi del suo proprietario e degli intenditori.

Vi e’ molta poesia nella vita di un allevatore: la nascita di un vitello, la sensazione di calore quando si entra in stalla la mattina, l’odore della terra bagnata in primavera, le luci della citta’ lontane quando si e’ in alpeggio, il contatto con la natura. Una poesia accompagnata da tanto lavoro, innumerevoli sforzi e d’imprevisti all’ordine del giorno. La sveglia alle 4 del mattino, la mungitura, la pulizia: gesti che si ripetono quotidianamente guidati da motivazione e passione. Vi e’ la coscienza di coprire un ruolo fondamentale all’interno della societa’ e dell’ambiente. L’allevamento e l’agricoltura fanno parte della nostra vita, sono la radice della nostra societa’ ed il campagnard ne e’ il guardiano ed il suo punto di riferimento. Una ragione valida per ammirarlo, per imparare a dialogare con lui e a gioire quando getta la cavezza in aria ed abbraccia la sua reina.

 

Un grazie al nostro cane Nana’ per l’assistenza al pascolo e per l’aiuto quotidiano nel nostro difficile lavoro….e’ proprio vero che non servono le parole ma bastano gli sguardi!